Roma: Vuoi i tavolini? Rifai il marciapiede

Arrivano nuove regole per i titolari di ristoranti, bar ed esercizi pubblici che da anni combattono contro i piani di massima occupabilità che tolgono tavoli e sedie all'aperto m contrasto con le norme del codice della strada e i dettami della Sovrintendenza. Il I Municipio ha rimesso mano alla materia e assicura di aver pronta per fine mese la nuova delibera di iniziativa consiliare che, almeno in parte, apre alle richieste della categoria, ma che poi per diventare definitiva dovrà fare un ulteriore passaggio in giunta. L'assessore al commercio del mini parlamento, Tatiana Campioni, dice che il testo è ancora top secret sebbene praticamente pronto. Certo, la sua stesura ha sollevato in questi mesi non pochi problemi tra la maggioranza e l'opposizione per quella che è da sempre una materia molto delicata nel centro storico, tra gli interessi della categoria a conservare quei tavoli ad ogni costo e quello dei residenti e di una certa parte politica, il Partito Democratico, a ridisegnare il centro in nome del decoro e delle regole.

 

Tuttavia, il Municipio si è reso già da qualche tempo disponibile al dialogo e al confronto con le associazioni degli esercenti. Questo ha portato alla stesura di una nuova delibera che avrebbe come caposaldo la possibilità per i titolari di bar e ristoranti di presentare dei progetti di riqualificazione urbana che modifichino lo stato dei luoghi in cambio dell'apertura da parte dell'Amministrazione a rivedere un piano o a prendere in esame una nuova richiesta di occupazione di suolo pubblico. Per dime una, se un operatore allarga lo spazio sul marciapiede utile per mettere più tavoli, potrà poi provare a inoltrare una nuova domanda.

 

La risposta non sarà comunque scontata. Agli uffici spetterà sempre il compito di approvare o negare questa richiesta sulla base delle norme del codice della strada in vigore o dei dettami della Sovrintendenza. Proprio come già accade. Tuttavia i privati potranno pagare a loro spese la riqualificazione dei marciapiedi o degli arredi urbani dove insistono i loro locali, con affidamento diretto come del resto prevede il nuovo codice degli appalti.

 

Per gli esercenti, già questo sarebbe un bei passo in avanti. Secondo Claudio Pica, presidente Fiepet-Confesercenti, «almeno il 50% delle strade o delle piazze dove insistono i piani potrebbero essere soggette a revisione». Percentuale un po' alta secondo il Municipio, che però non si sbilancia con i numeri. Con la nuova delibera dovrebbe poi essere più facile avere una risposta di approvazione o di diniego alle richieste avanzate dagli operatori.

 

Fatto che ad oggi non è scontato, soprattutto per mancanza di risorse e di personale negli uffici municipali. Infine, altra novità importante, ma questa attualmente sul tavolo del presidente della commissione capitolina al commercio Andrea Coia, si vorrebbero adottare dei criteri per la definizione di piani che siano uguali per ciascun Municipio perché nulla impedisce in futuro l'adozione di nuovi piani da parte di altre zone di Roma.

 

Ad oggi su circa 160 piani previsti ne mancano una quindicina, cinque dei quali prossimi ad essere discussi. Ma potrebbero aggiungerse ne altri che a questo punto dovranno tener conto della nuova delibera consiliare, sempre che riesca a completare il suo iter. La categoria ha dato come ultimatum la fine di maggio, poi scenderà in piazza a manifestare di nuovo.

 

Stralcio da TEMPO ROMA