Trento: Braccialetto elettronico? Promosso

«Braccialetto elettronico? Promosso»

Bonazzi (Confindustria): utile alla sicurezza, Segatta (Artigiani): lavoratori sereni, Peterlana (Fiepet): cartellino tecnologi di Fabio Peterlongo »

 

Le associazioni imprenditoriali del Trentino promuovono, con qualche distinguo, il braccialetto elettronico (o meglio dire il "badge") introdotto finora da «Bertelli» e «Bicigrill». Giulio B., presidente di Confindustria Trento, ne approva l'introduzione anche nella sua versione più oggetto di polemiche, quella applicata dai colossi multinazionali: «Nel caso diAmazon, l'utilizzo del braccialetto elettronico consente semplicemente ai lavoratori di orientarsi attraverso le migliaia di pacchi». Bonazzi minimizza la portata della «novità»: «I sistemi di localizzazione sul posto di lavoro ci sono da anni, come nel caso dei computer di bordo sui muletti».

 

L'introduzione dell'«occhio elettronico» consentirà, secondo Bonazzi, anche una maggiore sicurezza del luogo di lavoro: «È necessario sapere con precisione dove si trovano i dipendenti e quand sono per redigere, ad esempio, un piano antincendio efficace». La resistenza verso questi strumenti, sottolinea Bonazzi, è di natura solamente psicologica: «Ricordano nella forma il braccialetto elettronico che viene applicato ai detenuti e questo spaventa. Ma nel futuro ci saranno sistemi di controllo ancor più invasivi, basati sul riconoscimento facciale.

 

Il problema non sta nella tecnologia ma nell'uso che se ne fa». Marco Segatta, presidente dell'Associazione artigiani trentini, mette in luce le differenze tra quello che succede nelle grandi multinazionali e l'uso che si farà del braccialetto elettronico nei piccoli esercizi del Trentino: «AdAmazon, con il braccialetto si arriva persino a contare il numero di pacchi spostati dalla persona, il che solleva tanti interrogativi in merito alla tutela del lavoratore. In Trentino invece non vedo la necessità del braccialetto, si lavora fianco a fianco con il dipendente e si misura il lavoro sulla base di un rapporto di fiducia».

 

Con riferimento alle possibili reazioni dei dipendenti, che si possono sentire «incatenati», Segatta tranquillizza: «Da quello che emerge da alcune interviste, i dipen denti sembrano sereni, sottolineano la comodità del nuovo sistema, che può essere anche uno strumento che sottrae al sospetto di aver commesso comportamenti scorretti, come il furto dalla cassa».

 

Massimiliano Peterlana, presidente Fiepet-Confesercenti Trento, sottolinea come il braccialetto elettronico a Trento serva soprattutto a monitorare l'entrata e l'uscita dei lavoratori, in maniera analoga al vecchio «cartellino»: «La tecnologia aiuta gli imprenditori soprattutto nei locali dove c'è un grande turn-over, dove tanti lavoratori si danno ü cambio d è facile commettere errori nel conteggio delle ore». Sulle perplessità dei sindacati, Peterlana replica: «L'introduzione di questo tipo di braccialetto è del tutto legale ed è solo un modo per monitorare in maniera particolareggiata il costo del lavoro e l'uso della cassa. Se poi i dipendenti troveranno questa misura insostenibile, potranno certamente rivolgersi ai sindacati, dai quali sono super tutelati».

 

Stralcio da locale Trento