Torino: Dehor, adesso si tratta In arrivo nuovi bandi

Confronto dell'associazione dei chioschi con l'amministrazione

Trovare soluzioni innovative e in grado di sciogliere, definitivamente, le criticità sul rilascio dei dehor (chiusi) dei chioschi torinesi. E valutare la possibilità di pubblicare nuovi bandi per aumentare la superficie di somministrazione di queste strutture. Sono i punti chiave emersi ieri, durante la seduta congiunta delle Commissioni consiliari permanenti I e Ø.

 

Un argomento spinoso anche a causa dei provvedimenti che, nei prossimi giorni, potrebbero portare allo smantellamento di alcuni dehor che, anche se non del tutto a norma, da anni sono un punto di riferimento per i quartieri in cui si trovano. Come Demir, lo storico kebabbaro di piazza Adriano. O il Chioschetto di Corso Tassoni frequentatissimo dagli studenti del liceo Cavour. Piccole imprese commerciali su suolo pubblico date in concessione a privati attraverso bando. A Torino i chioschi sono un centinaio.

 

Dopo giorni di accese polemiche, l'incontro istituzionale di ieri sembra aver sancito un accordo.

La vicenda

• Soluzioni in grado di sciogliere le criticità sul rilascio dei permessi per dehore valutare la possibilità di pubblica rè nuovi bandi per aumentare la superficie destinata a queste strutture

• Sono i punti chiave emersi ieri, durante la seduta congiunta delle Commissioni consiliari permanenti i e grado di superare la situazione di stallo attuale, almeno nelle intenzioni.

 

La neonata associazione chioschi si è detta disposta (ciascun commerciante per proprio conto) a «sanare eventuali irregolarità amministrative esistenti, a proporre soluzioni progettuali migliorative e investire personalmente per contribuire a valorizzazione gli spazi pubblici» su cui risiedono. Ascom e Confesercenti hanno offerto il loro appoggio alla neonata associazione. «Sedersi a un tavolo istituzionale, studiare e sottoscrivere un regolamento ad hoc nel rispetto delle norme vigenti ha proposto il coordinatore della Fiepet Confesercenti Luca Amato - tenendo conto del ruolo che, oggi, queste attività hanno sul territorio».

 

Una suggestione accolta anche dai consiglieri di maggioranza Viviana Ferrerò e Mimmo Carretto che hanno riconosciuto il bisogno di lavorare su un regolamento (quello dei chioschi) oggi di fatto superato. «Esistono soluzioni tecnologiche molto belle — ha spiegato — forse anche in grado di bypassare eventuali vincoli strutturali». D'accordo sulle linee guida venute fuori in Commissione, l'assessore Alberto Sacco ha confermato di voler organizzare un incontro fra le parti, ma ha ribadito anche che «i vincoli nazionali in materia di concessione suolo pubblico sono stringenti».

 

Fra le ipotesi dell'assessore c'è l'eventualità di indire nuovi bandi sui quali dare diritto di prelazione agli imprenditori (in regola con l'amministrazione) oggi titolari di concessione. Una soluzione praticabile, rischiosa perché a quel punto potrebbe interessare anche nuovi candidati. Favorevoli a soluzioni migliorative anche i consiglieri di opposizione Chiara Foglietta e Stefano Lorusso. Il primo passo è che i titolari dei chioschi sanino rapidamente ogni eventuale pregresso con la Città. Alcuni hanno davvero pochi giorni per farlo. Intanto, la petizione online «DEMIRKEBAP non deve chiudere!» ha raggiunto quota mille firme.

 

Stralcio da CORRIERE TORINO