Qui! Group, 5mila creditori Il rosso sale a 328 milioni

Nel tribunale di Genova ieri la prima adunanza con centinaia di esercenti

Sono oltre decine di migliaia , contando sia quelle tempestive che le tardive, le domande di crediti insinuati relative al fallimento di Qui! Group, l'azienda genovese di buoni pasto fondata da Gregorio Fogliani dichiarata fallita lo scorso 7 settembre. Il dato è emerso al termine della prima adunanza tra i creditori. L'imprenditore, peraltro, in queste ore (come riportato dal Secolo XIX) ha chiesto il fallimento anche per un'altra delle sue società: la Moody sri, grande e notissimo bar-ristorante in pieno centro a Genova con una cinquantina di dipendenti il cui sito non è più accessibile. L'esercizio vende, tra l'altro, i prodotti di Pasticceria Svizzera, altro brand che fa capo alla famiglia Fogliani, al quale si collegava la Svizzera Eventi sri, in procedura fallimentare da qualche mese.

 

Ieri, dunque, davanti al giudice delegato Daniele Bianchi e alla presenza dei curatori fallimentari Olga Russo, Adolfo Praga ed Elisabetta Vassallo, si è svolta, nell'aula magna del tribunale di Genova, la prima adunanza dei creditori di Quii Group, rivolta ai primi 700 che, in ordine cronologico, hanno presentato domanda.

 

Seguiranno tre udienze, la prossima delle quali dovrebbe svolgersi il caprile mentre per il 23 ottobre è prevista un'altra. A quanto risulta, le domande tempestive (presentate cioè entro il 21 gennaio 2019) sono 4.775, per un totale di crediti insinuati (cioè richiesti) pari a circa 300 milioni. Se però si considerano anche le domande tardive, pervenute dopo il 21 gennaio, si arriva a 5.006 richieste per un totale di 328 milioni. Tra questi, i crediti di esercenti ammontano a circa 175 milioni. Ieri, peraltro, l'adunanza ha avuto un'affluenza inferiore alle previsioni: dei 700 creditori attesi, solo un centinaio si è presentato físicamente m aula. Alcuni legali però hanno presenziato in rappresentanza anche di decine di creditori. Tra questi ci sono tanti piccoli esercenti ma anche grandi gruppi, come la Coop Liguria, e molte altre insegne della grande distribuzione incappate del crack del gruppo di Fogliani che accettavano i Qui! Ticket.

 

Da parte loro le associazioni supportato gli iscritti rimasti impigliati nel fallimento. Per esempio sono circa4mila i piccoli esercenti che hanno utilizzato il servizio di assistenza legale «Sos buoni pasto» organizzato dalla Fipe. «Prima li abbiamo aiutati nell'invio della lettera di diffida a Qui!Group - precisa Aldo Mario Cursano, vice presidente vicario della Federazione -. Ora forniamo il supporto per insinuarsi al passivo e l'assistenza nella procedura». Un aiuto indispensabile perché spesso l'importo è di qualche migliaia di euro.

 

Tanti altri per ridurre le spese sono ricorsi all'aiuto del commercialista che li ha assistiti in queste prime fasi. È il caso di Giovanni Zizzi titolare dell'Antica Trattoria Garibaldi di Monza esposto per poco meno di 15mila euro. Come lui molti altri per ché «le piccole attività non sono in grado di assorbire queste perdite aggiunge Cursano -. Siamo sicuri che l'attivo non basterà a soddisfare i nostri 2çò³1à esercizi che hanno fatturato, pagato l'Iva, anticipato stipendie merci. Siamo estremamente preoccupati per loro».

 

Ieri Giancarlo Banchieri presidente di Fiepet-Confesercenti ha denunciato «l'assordante silenziodella politica» sul fallimento, a seguitodel quale, scrive, «sono decine di migliaia gli esercizi pubblici, tra bar e ristoranti, che devono ancora recuperare i corrispettivi per i buoni pasto accettati in forza della convenzione in essere con Qui! Group, con ammanchi per singola impresa che superano i 50mila euro».

 

Fiepet chiede si aperto un tavolo di crisi ministeriale.

 

Qui! Group, spiega un esercente del settore alimentare che a Genova gestisce quattro negozi, «non ha pagato buoni per 12 mila euro. Ha smesso di effettuare i pagamenti circa tre mesi prima del fallimento». Anche per questo si parla di un default annunciato.

 

Stralcio da IlSole24Ore