Intervista a Massimiliano Peterlana - Ci spaventano i costi di questa operazione

TRENTO «O si eliminano del tutto le commissioni a carico dei commercianti per i pagamenti effettuati con le carte oppure si mette a rischio tutto un sistema di microimprese, che sono l'ossatura del Paese».

 

Massimiliano Peterlana, presidente della Fiepet Confesercenti (Federazione italiana esercenti pubblici e turistici), lancia l'allarme, riferendosi alla proposta di rendere obbligatorio accettare i pagamenti con metodi alternativi al contante, a prescindere dall'importo. Una misura che, secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni, dovrebbe essere inserita nella prossima manovra economica anche se nelle ultime ore è salita la protesta delle categorie raccolta dal Movimento 5 stelle.

 

Presidente, come valuta l'eventualità di restringere l'uso dei contanti a favore delle carte? «Come rappresentanti delle piccole e micro imprese è una misura che ci spaventa molto. Non perché siamo contro all'utilizzo delle carte — perché può essere anche un vantaggio per noi vedere diminuire il contante nelle nostre casse —, ma perché non si tengono conto i costi che bisogna sostenere. Una quantità di denaro che vediamo uscire dalle nostre tasche e che sarebbe destinata ad aumentare nel caso si inserisse l'obbligo».

 

Quali sono i costi che un commerciante deve sostenere per poter consentire ü pagamento elettronico?

«Un affitto mensile o annuale dell'attrezzatura, la macchinetta per intenderci, il cui costo dipende dalle tariffe applicate da ogni banca. E in più una commissione su ogni operazione. Sottolineo che questi oneri, alla fine, vanno a riversarsi sul cliente finale, perché gli operatori possono assorbirli solo fino ad un certo punto. La conseguenza è che il costo della vita aumenta. Ribadisco però che non siamo a prescindere contro la valorizzazione dei pagamenti elettronici».

 

Cosa chiedete, quindi, per far sì che questa operazione sia vantaggiosa per tutti?

«Spero che si ascoltino le esigenze delle piccole imprese e si eliminino le commissioni.

 

Stralcio da CORRIERE DEL TRENTINO