Intervista a Fulvio Griffa - Il mercato del food è saturo Mancano politiche sul turismo

Fiepet Confesercenti Torino

 

Da un lato il mercato del food a Torino sembra essere saturo e, dall'altro, si sente la mancanza di eventi che attraggano turisti in città. Stretti in questa morsa, bar e ristoranti all'ombra della Mote appaiono in sofferenza come mai prima.

 

A spiegare le ragioni del calo di aperture dell'ultimo anno è il presidente di Fiepet-Confesercenti, Fulvio Griffa.

 

Presidente Griffa, i dati ci mostrano che il saldo dei locali aperti è per la prima volta negativo, dopo dieci anni di crescita. A cosa è dovuto, secondo lei?

«Bisogna ragionare su due binari paralleli. In primo luogo, l'offerta per quanto riguarda il food è quasi satura. La città si sta restringendo, sia come abitanti che in termini di ricchezza ed è normale che le persone rinuncino alle spese giudicate superflue.

Dopodiché è chiaro che oggi paghiamo anche lo scotto della carenza di politiche per attrarre turisti».

 

Cosa potrebbe fare l'amministrazione per aiutare i ristoratori?

«Il primo punto su cui intervenire è quello della Tari. Non non solo perché ha un costo sproporzionato, ma soprattutto perché non è equa» In che senso? «Attualmente si pagano 41 euro a metro quadro annui indipendentemente da quanti rifiuti si producano. La spesa è calcolata in relazione alla superficie totale del locale. Abbiamo chiesto di poter pagare a consumo, ma per ora sembra tutto congelato».

 

Cos'altro andrebbe rivisto nell'immediato?

«Tutte le tasse che ci sono sono pesanti e incidono sulle attività. Se a questo si aggiunge un po' di contrazione della domanda è normale che chi è in bilico chiuda».

 

Stralcio a CRONACAQUI TORINO