Fiepet Torino: da sei rate a tre per la Tari dei commercianti

È ormai guerra aperta tra commercianti e Comune. Questa volta a mandare su tutte le furie le associazioni di categoria è la riduzione del numero di rate previste per pagare la Tari, da sei a tre, annunciata lunedì mattina dall' assessore al Bilancio Sergio Rolando.

 

«Si tratta dice Fulvio Griffa, presidente della Fiepet Confesercenti Torino - di un impegno pesante, specialmente in vista della prima rata, per una imposta che è fra le più alte d' Italia: per un ristorante siamo sui 42 euro al metro quadro, comprese le aree non dedicate alla somministrazione». La Tari, dal 2008 ad oggi, è diventata sempre più onerosa. Un ristorante di 200 metri quadri, che dieci anni fa pagava 5.198 euro l' anno, nel 2016 ne ha pagati 7.146 e l' anno scorso 7.180. Un bar di 50 metri quadri, invece, è passato da 568 euro a 903, con un aumento di 335 euro.

 

Ma c' è anche un' altra categoria colpita dalla novità, quella dei mercatali: un banco alimentare di 10 mq, per sei giorni a settimana, paga ad oggi 3.027 euro di Tari contro i 1.979 nel 2008. «Ormai - afferma Johnny Iorio, presidente di Anva-Confesercenti - il peso di questa imposta incide sempre di più, per un settore come il nostro soggetto più di ogni altro all' andamento altalenante dei consumi: grazie alle sei rate spalmate nell' anno riuscivamo a far fronte ai periodi di difficoltà».

 

Per questo Confesercenti chiede al Comune di ritornare sui propri passi: «Una richiesta - spiega il presidente Giancarlo Banchieri - che riteniamo ragionevole anche in considerazione degli obiettivi della Città: il rischio, infatti, è che la riduzione delle rate invece che razionalizzare e incrementare la riscossione della tassa, faccia aumentare ritardi e more». Come sottolineano dall' assessorato, infatti, «la scelta tiene conto di quanto richiesto dalla Corte dei Conti (che ha fatto rilevare ormai da qualche anno forti squilibri di cassa) e della necessità di adottare un piano di interventi volti al risanamento del bilancio».

 

«Le sei rate - specificano - portavano a una minore propensione al versamento spontaneo, con una riduzione degli incassi per la Città di 5 milioni di euro a dicembre 2017: ad oggi il 48,6% dei bar e dei ristoranti non ha ancora pagato la tassa rifiuti dello scorso anno». Nel 2018, dunque, per le attività commerciali e artigianali l' anticipo dovrà essere pagato entro il 20 marzo, 20 aprile e 20 maggio, e sarà calcolato applicando il 70% delle tariffe 2017, mentre il conguaglio potrà essere versato in due rate, il 15 ottobre e il 15 novembre.

 

Ma quello che fa arrabbiare di più le associazioni è la mancanza di comunicazione: «Questa scelta è avvenuta senza un confronto - sottolinea il vicepresidente dell' Epat Gerardo Paolo Troccoli pur essendoci un apposito organismo, il "Tavolo Tari", divenendo un' aggravante in un periodo di particolare difficoltà economica». «Va bene rispettare le indicazioni della Corte dei Conti - aggiunge Dino De Santis di Confartigianato - ma non è accettabile che il rigore si debba fare cominciando dagli artigiani e dalle piccole imprese: abbiamo bisogno di politiche che ci restituiscano ossigeno e aiutino la ripresa, non il contrario».

 

Stralcio da CronacaQui