Fiepet Parma: chiusura anticipata, i locali chiedono indennizzi e sgravi. Decine di imprese a rischio

Preoccupa anche i locali di Parma, per le possibili ricadute economiche, l'entrata in vigore del nuovo Dpcm che prevede fino al 13 novembre nuove misure anti contagio come il divieto di servire clienti in piedi dalle 21 e lo stop alla somministrazione di cibi e bevande all'esterno.

Gli avventori, da parte loro, non potranno stazionare nei pressi degli esercizi commerciali.

 

Siamo tutti quindi coinvolti in queste azioni di contrasto e nessuno può sottrarsi. Rispetteremo anche questo provvedimento ma servono con urgenza sostegni economici per mantenere in stabilità il nostro sistema economico. Questa sarà una ulteriore perdita di fatturato, già al 50% dell'anno scorso - afferma Massimo Delle Donne, presidente Fiepet Parma -. I politici, il Governo ma anche ogni Comune, devono per forza rivedere la fiscalità generale e i tributi locali, molti di noi altrimenti non ce la faranno ad andare avanti, viste anche le previsioni per i prossimi mesi".

"La nostra salute, di chi lavora con noi e quella dei nostri clienti, è ovviamente la priorità - spiega il presidente della Fiepet - Confesercenti Emilia-Romagna Massimo Zucchini in una nota - e siamo i primi ad essere preoccupati per l'aumento dei contagi. Ma non è certamente la chiusura anticipata di bar e ristoranti, la soluzione, i quali hanno già dimostrato ampio senso di responsabilità; si rischia invece di mettere a terra i pubblici esercizi, già molto provati da questo difficile periodo; peraltro non si può affermare che la loro riapertura abbia fatto impennare i contagi, come dimostrano gli studi sulle fonti di contagio".

"La situazione è illogica e sta diventando insostenibile, in questi giorni ad esempio sta arrivando la rata della tariffa rifiuti a ristoranti e bar - evidenzia Stefano Cantoni, responsabile degli esercizi pubblici e turistici di Confesercenti - un nostro associato nel 2019 per sei mesi ha pagato 2.500 euro, quest'anno sarebbero 2200, uno sconto assurdo, perché purtroppo si è dimezzato il lavoro e si producono evidentemente meno rifiuti, oltre ad aver chiuso totalmente per tre mesi. Un ambulante ha fatto le rate per l'lnps ma ora il Durc risulta negativo e rischia i posteggi se non paga tutto in una volta... Sono solo pochi esempi ma dimostrano che ci vuole più impegno da parte politica, in prospettiva occorrono più riduzioni fiscali e previdenziali, cose semplici, fatti concreti".

Per quanto riguarda l'orario di chiusura alle 24,00 evidenziamo infine che con l'arrivo del freddo e del brutto tempo, gli assembramenti notturni esterni, sulla pubblica via, si sono sempre ridotti da soli nelle nostre città, quindi auspichiamo che presto questo provvedimento possa essere superato.

 

Stralcio da LaRepubblica