Fiepet Bergamo: scoppia la guerra sui dehors «fuorilegge» Il Comune: «Dovranno essere modificati»

Una sentenza della Cassazione ha dichiarato «abusive» tutte le strutture «scatolari». Per intenderci, quelle con un tetto epareti fisse (manon collegate all'edificio principale). Il rischio è che, da un primo censimento, almeno 4 locali dovranno modificare la struttura. L'alternativa? Il mancato rinnovo della concessione del suolo pubblico. E addio dehors. La querelle di via Previtali

 

Il caso è stato sollevato in Comune da un privato cittadino che ha utilizzato la sentenza della Cassazione contro il dehors del locale «Glamour cafe», tra via Previtali e Palazzolo. Un caso specifico che, in base all'esito giudiziario, rischia però di generare un effetto a cascata su tutti i dehors con le stesse caratteristiche. Una vicenda privata, su cui però, il Comune ha deciso di intervenire: «Difendo i dehors, la questione però nonèpoliticama strettamente normativa - dice Giorgio Gori , sindaco con delega alle attivitàproduttive -.

 

La sentenza dice che i dehors scatolari vanno considerati come edifici sottoposti apermesso di costruire e quindi a concessione edilizia, con relativa distanza dagli edifici e oneri come se fosse un fabbricato. Se non emergeranno altre fonti giuridiche prevalenti, il Comune non ha alternative e, alla scadenza delle concessioni, deve far sapere che quelle strutture devono essere modificate in qualche modo». Gli uffici comunali sono al lavoro pertrovare degli escamotage che evitino lo smantellamento: «Abbiamo studiato soluzioni di buon senso - anticipa Giorgio Gori -.

 

Con alcuni accorgimenti forse è possibile non considerare sotto questa categoria i dehors, ad esempio, intervenendo con un tetto retrattile e pareti non fisse sulla struttura. Continueremo a studiare le soluzioni nei prossimi giorni, conto di parlarne in Giunta giovedì».

 

Nella riunione, il sindaco condividerà con gli assessori le modifiche che saranno apportate al regolamento sui dehors. Uno strumento che sembrerebbe volto alla salvaguardia delle strutture sul suolo pubblico che l'amministrazione incoraggia. Una volta individuato il nuovo assetto, gli uffici faranno le dovute comunicazioni ai gestori che hanno la concessione m scadenza.

 

Ma ci sarà del tempo per sanare la situazione. Ovviamente investendo altri quattrini: «Probabilmente faremo delle proroghe, non ci sarà nulla di drammatico - assicura il sindaco -. In Comune non è stata depositata nessuna diffida o contestazione, ma la questione è stata sollevata e ho voluto affrontarla. Ma non saranno presi provvedimenti da un giorno all'altro». Dalle associazioni di categoria, c'è comunque preoccupazione. Anche perché ci sono casi m cui i locali hanno ingaggiato noti architetti e investito decine di migliaia di euro per allestire il dehor.

 

Un investimento che è in realtà quotidiano perché oltre al costo della struttura, i locali versano al Comune la tassa per l'occupazione del suolo pubblico. In una zona centrale, è di 2,83 euro per metro quadro al giorno, quindi circa 28 euro per uno spazio di 10 metri quadri. Ora , le associazioni attendono lamossa del Comune: «I dehors rappre sentano un modo per rendere la città viva, è così m tutte le città europee - commenta Oscar Fusini, direttore di Ascom Confcommercio -.A questo punto si deve aprire una riflessione e forse lasciare decantare la sentenza.

 

Credo che le situazioni in cui il cittadino si lamenta siano generate dal rumore e dal disturbo: se interveniamo togliendo il tetto o le coperture, rischiamo di peggiorare lecose». Cauto Cesare Rossi, responsabile Fiepet Confesercenti: «II discorso va approfondito meglio, ma nell'orizzonte che i dehors servono per vivacizzare la ci ttà e non devono essere considerate pertinenze edificate.

 

Se la cosa non dovesse essere così, chiederemo il massimo impegno all'amministrazione per capire come e quanto la sentenza vada a influenzare l'attuale regolamento. Ci sarebbe anche un'implicazione legata ai finanziamenti regionali con cui alcuni locali hanno realizzato i dehors, finanziati proprio perché realizzati con quelle caratteristiche».

 

Stralcio da EcodiBergamo